Dopo quest’ esperienza all’estero con i ragazzi tiravo le somme su cosa potevo e volevo ancora dare a questo Gruppo. Sono passati molti anni dal 1987 ed oggi è difficile trovare nei giovani la stessa passione per la bandiera che mi ha spinto a praticare questo bellissimo sport.

Mentre pensavo e ripensavo a questa cosa … mi arriva un messaggio su messenger di un ragazzo appena entrato nel gruppo che mi dice di andare a leggere l’articolo che ha scritto sul suo blog (eccone un estratto):

 

Ed entrarono in un preciso schieramento: sul terreno agili passi si imponevano. Il tamburo scuoteva l’aria sempre più forte sul cuoio: il suono si sovrapponeva al cuore, il cuore era lo stesso cuoio. I timpani vibravano, un’indefinita sensazione totale prendeva possesso: e improvvisamente calma.

Con un elegante impulso le bandiere scesero e tagliarono nettamente foto 1 l’aria: erano ora dirette verso il cielo. Esse lo sfidavano, lo cercavano con altezzosità, rubando i raggi solari che quasi come lampi venivano riflessi dal legno lucido e finemente lavorato, lance da battaglia protese verso una conquista impossibile. La mente era tesa alla bandiera, la bandiera era nella mente soltanto come un naturale prolungamento, docile alla tecnica e forte nello slancio. Un secondo stacco ruppe il rigido silenzio in cui le bandiere si erano nascoste. Una unica scese con slancio e delicatezza verso terra solleticando l’aria: il pubblico ammutolì di fronte alla silenziosa armonia.

E in un attimo i drappi caddero all’unisono in una danza variopinta. Soltanto una fusione tra corpo e strumento: la precisa consapevolezza, la semplice possibilità dell’azione.

foto 2 Poi un impulso verso il cielo per riafferrarlo, ma altri due giri nel precario equilibrio ed esse ricaddero nelle ferme mani. Di nuovo un sincronismo perfetto e infine un nuovo mezzo giro finale.

E il silenzio: i vessilli riscesero, di nuovo in balia del tempo, affidandovisi languidamente…

 

Raramente in un giovane ho sentito dire e figuriamoci scrivere cose del genere sulla bandiera …. credo che se ci sono ragazzi in grado di emozionarsi così durante uno spettacolo, sia giusto andare avanti trasmettendogli quanto di più buono e bello sia possibile.

grazie Marco

 

ecco il link al blog.

Lascia un Commento